News Sicurezza – Ai fini del riconoscimento della tenuità del fatto rileva anche la condotta colpevole del lavoratore

Se il comportamento negligente, imprudente o imperito del lavoratore non vale ad escludere la responsabilità penale del datore di lavoro per eventuali lesioni subite dal primo, tale, a detta della Suprema Corte di Cassazione, vale, da un lato, a ridurre il grado di antidoverosità della condotta imputabile al datore di lavoro e, dall’altro, a ridurre i profili di offensività della sua condotta. Cosicché il giudice di merito può legittimamente, in forza di tale concorso di colpa, riconoscere la sussistenza dell’istituto della particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131-bis c.p.

Cass. Sez. IV, sentenza 5 Aprile 2017 n. 17163

News Ambiente – La Corte Costituzionale dichiara la illegittimità costituzionale dell’art. 49 L. 221/2015

In un’ottica di promozione di misure di green economy e di contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali, il legislatore nazionale con la disposizione richiamata ha introdotto nel corpo dell’art. 187 del D.lgs. 152/2006 il comma 3-bis con il quale si è esclusa la necessità di ottenere un provvedimento autorizzativo al fine di eseguire miscelazioni non vietate. A detta dal Giudice delle Leggi, in primis, la normativa contrasta con quanto previsto dalla direttiva n. 2008/98/CE che obbliga i singoli Stati Membri ad imporre il possesso dell’autorizzazione in capo a tutti quegli enti o imprese che vogliano svolgere attività di trattamento dei rifiuti. D’altronde, tra tali operazioni, è pacificamente ricompresa anche quella di miscelazione così come sancito nelle Linee Guida sull’interpretazione delle Direttiva n. 2008/98/CE.

In secondo luogo, l’art. 49 L. 221/2015 lede, seppur indirettamente, l’autonomia amministrativa costituzionalmente garantita alla Regione.

Corte Costituzionale, sentenza 12 aprile 2017 n. 75

News Ambiente – La modifica di atti o provvedimenti recepiti nell’AIA non rientra nel concetto di “modifiche progettate” di cui all’art. 29-nonies D.lgs. 152/2006

A parere della prima sezione del Tribunale Amministrativo della Regione Marche, il comma 1 dell’art. 29-nonies del T.U. Ambientale, nel prevedere una forma di silenzio-assenso della Pubblica Amministrazione rispetto a modifiche dell’impianto comunicate dal gestore del medesimo, si riferisce esclusivamente a modifiche progettuali dell’impianto soggetto ad AIA ovvero del suo funzionamento e non anche a quelle afferenti alla tipologia di rifiuti abbancabili quali previsti dall’AIA o da atti di pianificazione regionale o provinciale.

T.A.R. Marche, sentenza 17 marzo 2017 n. 204

News Ambiente – Per il Consiglio di Stato la “dichiarazione di disponibilità del terzo” non costituisce ipotesi di avvalimento

La questione fattuale sottesa a tale pronuncia è basata sulla previsione di un capitolato di gara in forza del quale i concorrenti avrebbero dovuto possedere «idonea autorizzazione al trasporto di rifiuti speciali non pericolosi, tramite iscrizione all’albo Gestori Ambientali, Categoria 4, classe C) o superiore, ovvero dichiarazione di disponibilità di soggetto in possesso della predetta autorizzazione». Se per il giudice di prime cure tale dichiarazione integrava un’ipotesi di avvalimento consentendo di sopperire al difetto tecnico di un concorrente alla gara mediante l’utilizzo del requisito posseduto da un terzo, per il Consiglio di Stato non vi è alcun elemento ermeneutico idoneo a sostenere tale ultima considerazione. Lungi da integrare la fattispecie di cui all’ex art. 49 del vecchio codice degli Appalti, tale dichiarazione impegna sostanzialmente il terzo ad eseguire il trasporto configurando, quindi, un’ipotesi di subappalto necessario funzionale a sopperire alla mancanza di abilitazione del concorrente.

Consiglio di Stato, sentenza 24 Febbraio 2017 n. 869

News Ambiente – Il Ministero dell’Ambiente fornisce chiarimenti interpretativi in ordine ai “Criteri tecnici definiti da ISPRA”

A seguito di un’interrogazione proposta sul punto dall’On. Carrescia, l’ottava Commissione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in data 30.03.2017, ha, in primo luogo, specificato come il documento n. 145/2016 recante “Criteri tecnici per stabilire quando il trattamento non è necessario ai fini dello smaltimento dei rifiuti in discarica ai sensi dell’art. 48, della legge 28 dicembre 2015, n. 221” trovi applicazione solo con riferimento a quei rifiuti che non necessitano di un trattamento preliminare così escludendo una possibile sovrapposizione all’ambito oggettivo del D.m. 27 Settembre 2010. Infine, impegnandosi all’adozione di un nuova versione del decreto ai sensi dell’art. 7 comma 5° d.lgs. 36/2003, il Ministero ritiene opportuna l’emissione di una circolare ministeriale che sani i dubbi esistenti in ordine al rapporto tra tale decreto e i criteri ISPRA.

Interrogazione a risposta immediata dell’Onorevole Carrescia

News Ambiente – Il 27 Marzo è entrato in vigore il Dm 15 Febbraio 2017 sui criteri ambientali minimi da inserire nei capitolati di gara per l’esecuzione di trattamenti fitosanitari

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 55 del 7 Marzo 2017 – il Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 15 Febbraio 2017 con il quale sono stati individuati i criteri minimi ambientali che devono obbligatoriamente essere inseriti negli affidamenti e nei capitolati tecnici delle gare di appalto per l’esecuzione dei trattamenti fitosanitario sulle o lungo le ferrovie e le strade. Tali criteri devono essere rispettati anche da chi si occupi dei menzionati trattamenti direttamente e senza l’intervento dei terzi.

D.m. 15 Febbraio 2017 “Adozione dei criteri ambientali minimi da inserire obbligatoriamente nei capitolati tecnici delle gare d’appalto per l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari sulle o lungo le linee ferroviarie e sulle o lungo le strade”

News Ambiente – Il 6 Aprile entrerà in vigore il D.P.R. 31/2017 vertente sulla procedura semplificata per l’ottenimento della autorizzazione paesaggistica

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 68 del 22 Marzo 2017 – il Decreto del Presidente della Repubblica n. 31 del 13 Febbraio 2017 con il quale è stato abrogato il precedente regolamento sull’autorizzazione paesaggistica semplificata di cui al DPR n. 139/2010. Oltre a prevedere negli Allegati A e B gli interventi rispettivamente esclusi e ricompresi nel campo applicativo della normativa in esame, il Decreto provvede anche a ridefinire totalmente la procedura di ottenimento della predetta autorizzazione paesaggistica circoscrivendola nel margine temporale di 60 giorni, al netto delle eventuali sospensioni che possono concretizzarsi.

Dpr 13 Febbraio 2017 n. 31 “Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata”

News Ambiente – Il 10 Marzo è entrato in vigore il D.m. 266/2016 in materia di compostaggio di comunità di rifiuti organici

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 45 del 23 Febbraio 2017, il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 29 Dicembre 2016, n. 266, con il quale si è provveduto a colmare quel vuoto normativo afferente al trattamento dei rifiuti biodegradabili. Il campo applicativo della nuova disciplina si estende a tutte le attività di compostaggio di comunità di quantità non superiori a 130 tonnellate annue (in caso contrario, infatti, trovano applicazione gli artt. 208 e 214 d.lgs. 152/2006) intraprese da un organismo collettivo mentre rimangono esclusi gli impianti di compostaggio aerobico di rifiuti biodegradabili (art. 214 comma 7-bis d.lgs. 152/2006).

Dm 29 Dicembre 2016 n. 266 “Regolamento recante i criteri operativi e le procedure autorizzative semplificate per il compostaggio di comunità di rifiuti organici ai sensi dell’articolo 180, comma 1-octies, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, così come introdotto dall’articolo 38 della legge 28 dicembre 2015, n. 221”

News Sicurezza – Il 3 Aprile entrerà in vigore il Dm 21 Febbraio 2017 sulle norme tecniche di prevenzione incendi per attività di autorimessa

E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 52 del 3 Marzo 2017 – il Decreto del Ministero dell’Interno del 21 Febbraio 2017 con il quale sono state approvate le norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa. Tali disposizioni si applicano esclusivamente alle autorimesse già esistenti ed aventi una superficie coperta complessiva superiore ai 300 m2, indicate con il numero 75 nell’Allegato I D.p.r. 151/2011, e a quelle di nuova realizzazione.

D.m. 21 Febbraio 2017 “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa

News Sicurezza – Anche in assenza di un perfezionato contratto di appalto, il committente è tenuto alla verifica della idoneità tecnico professionale dell’impresa affidataria

La Corte di Cassazione, ha, infatti, affermato come la disposizione di cui all’art. 15 D.lgs. 81/2008 rubricata “Misure generali di tutela” ponga in capo al committente, sin dalla fase di progettazione, tutte una serie di adempimenti normativamente individuati ai sensi dell’art. 90 del medesimo decreto, fra i quali anche quello di verificare l’idoneità tecnica professionale dell’impresa a cui i lavori vengono affidati. Alla luce di tale principio, e congiuntamente alla considerazione per cui si tratta di incombenti che necessariamente devono precedere la successiva fase di stipula, la Suprema Corte ha ritenuto che la responsabilità del committente in ordine a tale obbligo sorga a prescindere dalla sussistenza di un contratto d’appalto perfezionato in quanto la commissione potrebbe anche esaurirsi in una mera prestazione d’opera come ad esempio l’effettuazione di un sopralluogo sul tetto che necessita, comunque, degli opportuni presidi cautelari; depongono a favore di tale assunto sia il tenore della norma di cui all’art. 90 D.lgs. 81/2008, mancante di qualsiasi riferimento alla figura contrattuale in parola ma genericamente riguardante l’ “affidamento dei lavori”, sia la littera legis del comma nono della disposizione richiamata, che espressamente esclude tale necessità.

Sentenza della Cassazione Penale n. 10014_2017