News Ambiente – Il proprietario dell’impianto di depurazione acque, il gestore del servizio e il titolare del contratto di utenza sono responsabili solidali dell’eventuale inadempimento

Si premetta come l’intera vicenda processuale prenda le mosse dall’azione giudiziaria intrapresa da taluni utenti del servizio idrico al fine di vedersi restituite le somme indebitamente versate a titolo di tariffa per il servizio di depurazione delle acque, invero mai erogato stante la dimostrata natura obsoleta e inoperatività del relativo impianto. Più precisamente, la controparte negoziale del contratto di utenza era una Società che, qualificandosi come gestore dell’intero servizio idrico, esigeva dai cittadini il pagamento di una tariffa composta da tre quote: una relativa al consumo di acqua, l’altra quale corrispettivo del servizio di fognatura e l’ultima quale corrispettivo del servizio di depurazione. Destinataria ex lege di tale ultima porzione di tariffa era, però, la Regione titolare dell’impianto.

A fronte di tale situazione fattuale, il Giudice di Legittimità ha chiarito come la legittimazione passiva a resistere in giudizio spetti senza dubbio alla controparte del contratto di utenza (nel caso di specie, gestore del servizio idrico) in quanto – sebbene la quota di tariffa di cui si richiede la restituzione sia destinata a soggetto diverso – questa non si pone come mera “esattrice” del dovuto ma quale titolare del diritto al pagamento in virtù del rapporto negoziale e sinallagmatico instaurato con il contratto di somministrazione. Parimenti, sussiste una legittimazione processuale anche in capo al proprietario dell’impianto di depurazione e al gestore del relativo specifico servizio in quanto gli stessi si pongono, nei confronti degli utenti, quali responsabili solidali ex art. 2043 c.c. nella forma della cd. “cooperazione del terzo nell’inadempimento”. Ne deriva, inoltre, che la società legata da un contratto di utenza con il cittadino, convenuta in giudizio al fine di ottenere la restituzione delle somme indebitamente versate, possa agire in regresso nei confronti del predetto proprietario dell’impianto e gestore del servizio di depurazione.

Cass. Civ., Sez. III, 12 Giugno 2020 – Ud. del 13.12.2019 – n. 11294