Tutti gli articoli di Gabriele Taddia

News Ambiente – E’ ammissibile il concorso fra le contravvenzioni di cui agli artt. 29-quaterdecies comma 1° e 256 comma 2° D.lgs. 152/2006

In premessa, occorre rammentare come il reato di cui all’art. 29-quaterdecies comma 1° TUA punisca chiunque effettui una delle attività di cui all’Allegato VIII alla Parte Seconda in assenza della necessaria Autorizzazione Integrata ambientale, vuoi perché mai ottenuta vuoi perché revocata o sospesa; di converso, il comma secondo dell’art. 256 punisce – con la pena prevista dal precedente comma primo – i titolari delle imprese o i responsabili di enti che abbandonano o depositano in modo incontrollato rifiuti ovvero li immettono in acque superficiali o sotterranee. La evidente difformità strutturale fra gli illeciti penali ora in parola – volti a punire condotte eterogenee fra loro – e la innegabile assenza di qualsivoglia legame di progressione criminosa fra gli stessi – ben potendo un soggetto privo di AIA non porre in essere alcuna condotta di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti così come potendo queste azioni essere realizzate da un soggetto nell’esercizio di attività espressamente e legittimamente autorizzata – portano ad escludere qualsiasi ipotesi di concorso apparente di norme con conseguente imputabilità del soggetto agente che abbia sia svolto attività in assenza di autorizzazione sia abbandonato o deposito illecitamente rifiuti per entrambe le fattispecie criminose.

A nulla vale il richiamo operato dalla difesa alla clausola di sussidiarietà espressa di cui al comma primo dell’art. 256 D.lgs. 152/2006; in primo luogo, infatti, il rinvio operato dal comma secondo è solo relativo alla sanzione prevista nel comma primo e non ai restanti elementi ivi dettati ed, in secondo luogo, la mancata riproposizione dell’inciso “Fuori dai casi sanzionati dall’art. 29-quaterdecies comma 1” – prevista tanto nel primo comma quanto nel terzo comma dell’art. 256 D.lgs. 152/2006 –  evidenzia la volontà del legislatore di non creare alcun rapporto di subordinazione fra le norme ora in esame.

Cass. Pen., Sez. III, 23 Novembre 2020 – Ud. del 17.09.2020 – n. 32688

News Ambiente – Il custode del cimitero ed dirigente dei servizi tecnici comunali rispondono in concorso del reato di deposito incontrollato

La Terza Sezione della Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto che tra i compiti ascrivibili tanto in capo al gestore del cimitero quanto al responsabile dell’ufficio tecnico comunale fosse individuabile quello di controllo e vigilanza in ordine al rispetto della normativa ambientale con conseguente imputabilità e dichiarazione di responsabilità dei medesimi per il reato di cui all’art. 256 comma 1° e 2° D.lgs. 152/2006. Così come è da ritenersi connaturata al ruolo di custode del luogo la funzione di vigilanza rispetto ad ogni servizio ivi svolto – compreso quello di corretta gestione dei rifiuti prodotti dall’attività di estumulazione – parimenti deve dirsi con riferimento al dirigente dei servizi tecnici comunali, tra i quali era da annoverarsi il servizio cimiteriale e quello di smaltimento dei rifiuti. A detta del Giudice di legittimità, richiamando un suo precedente orientamento, quest’ultimo soggetto ha il compito di assicurare la piena legalità dell’attività svolta e riconducibile alla propria sfera di attribuzioni di talché l’omessa vigilanza su tale legalità (anche rispetto alla conforme gestione del rifiuto) è idonea a porsi come causa del realizzato deposito temporaneo.

Cass. Pen., Sez. III, 15 Ottobre 2020 – ud. del 09.09.2020 – n. 28669

News Ambiente – Il 29 Settembre 2020 è entrato in vigore il D.lgs. 121/2020 il quale introduce talune modifiche in materia di discariche di rifiuti

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale al n. 228 del 14 Settembre 2020, il provvedimento in esame – dando attuazione alla Direttiva (UE) 2018/850, modificativa della Direttiva 1999/31/CE – introduce importanti novità nel testo del D.gs. 36/2003, in materia di discariche di rifiuti. Tra le modifiche più rilevanti va, in primo luogo, annoverato il neo introdotto divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti idonei al riciclaggio o al recupero di altro tipo, in particolare dei rifiuti urbani, ad eccezione di quelli per cui il conferimento in discarica produca il miglior risultato ambientale; in secondo luogo, di seguito all’art. 7 D.lgs. 36/2003, anch’esso modificato, sono stati inseriti gli articoli articoli dal 7-bis al 7-octies volti a regolare, i primi due, la caratterizzazione di base e la verifica di conformità dei rifiuti ai fini dell’ammissibilità in discarica e, gli altri, a disciplinare particolari tipologie di discariche. In ultimo, è stato abrogato il Decreto Ministeriale 27 Settembre 2010 sebbene i limiti di cui al suo articolo 6 tabella 5 nota a) rimangano in vigore sino al 1° Gennaio 2024.

Decreto Legislativo n. 121 del 03 Settembre 2020 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2018/850, che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti”.

News Sicurezza – Il D.l. 9 Novembre 2020 n. 149 modifica gli allegati XLVII e XLVIII al Decreto Legislativo 8 aprile 2008 n. 81

L’art. 17 del D.L. richiamato – pubblicato in Gazzetta Ufficiale 09 Novembre 2020 n. 249 –  ha integralmente sostitutito gli allegati XLVII e XLVIII al cd. Testo Unico sicurezza concernenti rispettivamente “Indicazioni su misure e livelli di contenimento” nonché “Contenimento per i processi industriali”.

Decreto Legge 9 novembre 2020, n. 149 recante “Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

News Sicurezza – Anche un impianto di distribuzione di GPL costituisce “luogo di lavoro”

La Quarta Sezione della Suprema Corte di Cassazione, nella pronuncia in esame, ha ribadito come anche un impianto di distribuzione di GPL debba considerarsi luogo di lavoro, intendendosi con tale locuzione qualsiasi luogo ove venga svolta o gestita un’attività implicante una prestazione di lavoro. In quest’ottica irrilevanti sono tanto la finalità della struttura in cui il lavoro si svolge quanto la possibilità che terzi abbiano ivi accesso.

Cass. Pen., Sez. IV, 02 Novembre 2020 – Ud. del 22.10.2020 – n. 30278.

News Sicurezza e 231/2001 – La configurabilità dell’illecito di cui all’art. 25-septies D.lgs. 231/2001 non richiede la sistematicità della condotta dell’agente

Con autonomo motivo di ricorso per cassazione, la difesa lamentava l’erronea dichiarazione di responsabilità dell’ente per l’illecito amministrativo da reato di cui all’art. 25-septies D.lgs. 231/2001 per assenza di un interesse o vantaggio dello stesso stante la mancata prova in punto alla sistematica violazione delle regole cautelari da parte della persona fisica agente. Solo a fronte di tale circostanza – a detta del ricorrente – infatti, sarebbe stato possibile ritenere esistente una politica d’impresa in contrasto con la normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro tale da giustificare l’imputazione dell’ente stesso.

La Suprema Corte di Cassazione – pur ammettendo l’esistenza di un orientamento giurisprudenziale di tal guisa volto ad impedire che, rispetto ai reati colposi, la responsabilità dell’ente venisse fatta discendere dal mero accertamento della commissione del reato presupposto e dell’immedesimazione organica con l’ente – nega la validità di una simile lettura. In primo luogo, infatti, rileva come la menzionata sistematicità non faccia parte degli elementi costitutivi della fattispecie tipica (non prevedendo l’art. 25-septies D.lgs. 231/2001 tale requisito) e, in secondo luogo, come questa connotazione sia superflua rispetto al fine di assicurare una conformità dell’imputazione dell’illecito amministrativo da reato dell’ente al principio di colpevolezza, garantita dall’esclusione dall’alveo delle condotte giuridicamente rilevanti di quelle poste in essere con coscienza e volontà ma prive dell’intenzione di  soddisfare un interesse dell’ente o far conseguire allo stesso un vantaggio; di contro, considerare la sistematicità della condotta violatrice di regole cautelari quale elemento costitutivo della responsabilità dell’ente significherebbe esonerare quest’ultimo dal rimprovero ordinamentale tutte le volte in cui il reato presupposto sia stato posto in essere con l’intenzionalità di cui detto ma in via meramente occasionale o episodica.

D’altro canto, il concetto di “sistematicità” è a tal punto generico da non consentire di stabilire quali (è necessario che si tratti di ripetute violazioni di un uguale o analoga regola cautelare o anche di diverse regole purché tutte poste a salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori?) e quante condotte siano necessarie per ritenere provata l’esistenza di una politica aziendale non conforme alla norma di legge.

Di converso, la Corte fa valere tale requisito sul pianto probatorio. Essendo l’atteggiamento finalistico del soggetto agente parte della sua deliberazione interna, la valutazione della sistematicità della sua violazione potrebbe rilevare come elemento indiziario di ciò, essendo senza dubbio espressiva di un modo di essere della organizzazione che potrebbe aver influenzato la determinazione del soggetto.

Cass. Pen., Sez. IV, 26 Ottobre 2020 – Ud. del 22.09.2020 – n. 29584.

News Sicurezza – Sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus nell’elenco degli agenti biologici classificati

L’art. 4 del D.L 7.10.2020 n. 125 – pubblicato in Gazzetta Ufficiale 07 Ottobre 2020 n. 248 – in attuazione della Direttiva UE/2020/739, ha modificato il testo dell’Allegato XLVI al D.lgs. 81/2008 inserendo, nell’elenco degli agenti biologici classificati,“Sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2 (SARS-CoV-2)(0a)”. In nota, si chiarisce come il lavoro di laboratorio diagnostico debba essere condotto in una struttura in cui si utilizzano procedure equivalenti almeno al livello di contenimento 2, in caso di lavoro non propagativo, al livello di contenimento 3 e a pressione dell’aria inferiore a quella atmosferica, in caso di lavoro propagativo.

Decreto Legge 07 Ottobre 2020 n. 125 recante “Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuita’ operativa del sistema di allerta COVID, nonche’ per l’attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020”.

News Ambiente – Il 26 Settembre 2020 è entrato in vigore il D.lgs. 116/2020 il quale introduce importanti modifiche alla Parte IV del D.lgs. 152/2006

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale al n. 226 del 11 Settembre 2020, il Decreto Legislativo n. 116 del 03 Settembre 2020 ha profondamente mutato il testo legislativo di cui alla Parte IV del Testo Unico Ambientale, dando finalmente attuazione a due delle quattro direttive comunitarie in materia di economia circolare; il riferimento corre, più precisamente, alle direttive UE/851/2018 e UE/852/2018, inerenti rispettivamente alla disciplina dei rifiuti e degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi.

Tra le modifiche introdotte ed in vigore a decorrere dal 26 Settembre 2020, possiamo citare le seguenti:

 – In relazione al Titolo I Capo I, sono stati completamente riscritti gli articoli relativi alla Responsabilità estesa del produttore, alla prevenzione della produzione dei rifiuti, alla responsabilità della gestione di questi ultimi nonché al sistema di tracciabilità (SISTRI), al catasto dei rifiuti, al Registro cronologico di carico e scarico e al trasporto dei rifiuti, con inserimento di una nuova disposizione in materia di trasporto intermodale. Inoltre, nel testo dell’art. 183 sono state inserite o modificate le definizioni di: “rifiuto urbano”, “rifiuti di costruzione e demolizione”, “rifiuti organici”, “rifiuti alimentari”, “responsabilità estesa del produttore”, “gestione dei rifiuti”, “recupero di materia”, “riempimento”, “deposito temporaneo prima della raccolta” – a cui ora è dedicato il nuovo art. 185bis e “compost”;

– In relazione al Titolo I Capo III, sono stati introdotti due nuovi articoli: l’art. 198bis a mezzo del quale si demanda al Ministero dell’Ambiente e delle tutela del territorio e del mare, d’intesa con l’ISPRA, la predisposizione del Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti e l’art. 205bis che detta le regole per il calcolo degli obiettivi fissati dall’art. 181. Inoltre, è stato modificato (fra gli altri) l’art. 205 inerente alle misure per incrementare la raccolta differenziata;

– In relazione al Titolo II, inerente alla gestione degli imballaggi, il D.lgs. 116/2020 è invervenuto sul testo dell’art. 219, dettando i principi per l’attività di gestione integrata dei rifiuti di imballaggio. Al fine di conformarsi a tali principi, tanto i produttori e gli utilizzatori quanto gli enti di governo di ambito territoriale o i Comuni sono tenuti al raggiungimento degli obiettivi finali di riciclaggio e recupero imposti dall’Allegato E alla Parte IV, nel primo caso, da calcolarsi sulla base delle modalità prescritte dal nuovo art. 220 e, nel secondo caso, da attuarsi per il tramite dell’istituzione di sistemi adeguati di raccolta differenziata come previsto dal modificato art. 222. Inoltre, si è incentivata l’adesione dei produttori ad appositi consorzi che ora, in alternativa a quelli previsti dall’art. 223, possono anche essere autonomamente costituiti purché riconosciuti dal Ministero dell’ambiente (art. 221bis);

– In relazione al Titolo III, inerente alla gestione di particolari tipologie di rifiuti, vi è stata una completa riscrittura dell’art. 227 – in materia di rifiuti elettrici ed elettronici, rifiuti di pile e accumulatori, rifiuti sanitari, veicoli fuori uso e prodotti contenenti amianto – nonché dell’art. 237, in ordine ai criteri direttivi dei sistemi di gestione;

– In ultimo, è stato modificato anche il Titolo VI in materia di sanzioni, l’Allegato I, paragrafo 4.2, del decreto del Ministro dell’Ambiente della tutela del territorio e del mare 8 aprile 2008 e gli Allegati C, D, E, F ed I alla Parte IV del D.lgs. 152/2006 ed ivi sono stati inseriti gli Allegati L-ter e L-quater.

Decreto Legislativo n. 116 del 03 Settembre 2020 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio”.

News Ambiente – Il 27 Settembre 2020 è entrato in vigore il D.lgs. 119/2020 il quale introduce modifiche in materia di veicoli fuori uso

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale al n. 227 del 12 Settembre 2020, il Decreto Legislativo n. 119 del 03 Settembre 2020 dà attuazione in Italia al paragrafo 1 della Direttiva UE/849/2018, così parzialmente modificando il testo normativo di cui al Decreto Legislativo n. 209/2003 relativo ai veicoli fuori uso.

Accanto ad un adeguamento testuale dei rinvii operati al D.lgs. 22/1997 ora sostituito dal D.lgs. 152/2006, tra le novità più rilevanti introdotte possiamo far menzione delle seguenti:

– in relazione all’operazione di raccolta, all’art. 5 D.lgs. 209/2003 è stato aggiunto un comma 1bis il quale prevede che il veicolo destinato alla demolizione e accettato dal concessionario o dal gestore della succursale della casa costruttrice o dell’automercato debba essere gestito in regime di deposito temporaneo, ai fini del successivo trasporto presso centri di raccolta autorizzati. E’ stato poi modificato il comma 10 dell’articolo in parola con l’introduzione del Registro Unico telematico dei veicoli fuori uso, il quale è istituito presso il centro elaborazioni dati della Direzione Generale per la motorizzazione delle infrastrutture e dei trasporti;

– in ordine alle prescrizioni di trattamento dei veicoli fuori uso di cui all’art. 6, è stato ora stabilito che le operazioni di messa in sicurezza degli stessi, anche quando non ancora cancellati dal PRA, debbano avvenire non più “al più presto” ma entro «entro 10 giorni lavorativi dall’ingresso dei veicolo nel centor di raccolta»; inoltre, si è posto a carico dei produttori l’onere di assicurare le migliori prestazioni ambientali nonché l’efficienza dei centri di raccolta convenzionati attraverso la verifica dei modelli unici di dichiarazione ambientale di questi ultimi e il possesso, ove disponibile, delle certificazioni ISO 9001 e 14001, EMAS o altro sistema equivalente di gestione qualità;

– in materia di recupero e reimpiego dei veicoli di cui all’art. 7, al fine di massimizzare il riciclaggio ed il recupero energetico dei materiali o delle componenti non metalliche, è stata prevista la facoltà per le associazioni di categorie dei produttori o delle imprese che effettuano la raccolta, il riciclaggio o il recupero – comprese quelle che effettuano recupero di energia ovvero utilizzano materiali o componenti non metalliche quale combustibile solido secondario – di stipulare accordi di programma triennali per il conferimento a sistemi di gestione di filiera con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare; inoltre, è stato imposto ai responsabili degli impianti di trattamento di comunicare annualmente il peso effettivo dei veicoli fuori uso ottenuto dal sistema di pesatura posto all’ingresso del centro di raccolta;

– è stata introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria a carico dei soggetti che effettuino attività  di raccolta, trasporto e trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali per il caso in cui gli stessi omettano di effettuare la comunicazione di cui all’art. 11 comma 3 (inerente ai dati relativi ai materiali, ai prodotti ed ai componenti ottenuti ed avviati al reimpiego, al riciclaggio e al recupero) ovvero la presentino in maniera incompleta o inesatta. Nel primo caso, la sanzione amministrativa è accompagnata dalla sanzione della sospensione dell’attività per un periodo fra i due e i sei mesi mentre, nel secondo caso, è possibile rettificare o completare la dichiarazione entro 60 giorni dalla data di presentazioni prevista.

Decreto Legislativo n. 119 del 03 Settembre 2020 recante “Attuazione dell’articolo 1 della direttiva (UE) 2018/849, che modifica la direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso”.

News Ambiente – Il 27 Settembre 2020 è entrato in vigore il D.lgs. 118/2020 il quale introduce novità in materia di pile, accumulatori ed AEE e relativi rifiuti

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale al n. 227 del 12 Settembre 2020, il Decreto Legislativo n. 118 del 03 Settembre 2020 si pone come attuazione dei paragrafi 2 e 3 della Direttiva UE/849/2018, modificativa delle precedenti direttive CE/66/2006 e UE/19/2012 rispettivamente in materia di pile ed acculumatori e rifiuti degli stessi nonché di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Per entrambi gli ambiti – a mezzo modifica dell’art. 31 del D.lgs. 49/2014 (per i RAEE) e dell’art. 24 del D.lgs. 188/2008 (per le pile e gli accumilatori e i relativi rifiuti) – sono stati introdotti obblighi di comunicazione annuale a fini informativi a favore della Commissione Europea.

Con specifico riferimento, invece, alla disciplina dei cd. RAEE, è stata, inoltre, riconosciuta la possibilità di dare avvio all’attività dei sistemi collettivi di nuova costituzione nelle more dell’approvazione del relativo statuto e comunque non prima del termine di novanta giorni dall’invio di quest’ultimo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nonché sono state dettate disposizioni puntuali inerenti al finanziamento della gestione dei RAEE derivanti da AEE (posto a carico dei produttori indipendentemente dalla data di immissione sul mercato di tali apparecchiature e dall’origine domestica o professionale delle stesse), con particolare riferimento ai pannelli fotovoltaici.

Decreto Legislativo n. 118 del 03 Settembre 2020 recante “Attuazione degli articoli 2 e 3 della direttiva (UE) 2018/849, che modificano le direttive 2006/66/CE relative a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche”.