News Sicurezza – I lavoratori impiegati in attività di movimentazione manuale di carichi devono, necessariamente, essere sottoposti a sorveglianza sanitaria

Il Giudice di primo grado aveva assolto gli imputati, rispettivamente nelle loro qualifiche di datore di lavoro e medico competente, ritenendo le accuse a loro carico formulate insussistenti: si era ritenuta provata, infatti, la non doverosità di una loro condotta atta a sottoporre a visita medica i dipendenti cd. banconisti dal momento che gli stessi, coma da Documento di Valutazione dei rischi, risultavano ricompresi in una classe di rischio bassa.

Proponeva rituale ricorso per Cassazione il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello, lamentando l’erronea applicazione (e interpretazione) da parte del Giudice di prime cure della disposizione di cui all’art. 168 comma 2° D.lgs. 81/2008, la quale detta, con ordine di priorità, una serie di incombenti a carico del datore di lavoro di soggetti impiegati in attività di movimentazione manuale dei carichi, tra i quali l’obbligo di sottoporre gli stessi a sorveglianza sanitaria.

La Suprema Corte di Cassazione, nella pronuncia in commento, dapprima richiamando le previsioni normative di cui agli artt. 41, 167 e 168 D.lgs. 81/2008, è giunta ha ritenere fondato il ricorso presentato.

Ricordando come la ratio delle norme in tema di sorveglianza sanitaria sia da individuare nella prevenzione di «qualunque forma morbosa provocata dal lavoro ed è mirata alla formulazione di un giudizio di idoneità alle mansioni specifiche che tenga conto di tutte le caratteristiche psico – fisiche del lavoratore confrontate con il peculiare contesto ambientale», la Terza Sezione della Suprema Corte di Cassazione ha ricostruito la portata dell’art. 168 TUSL: se, al primo comma, esso «impone chiaramente al datore di lavoro di adottare, in via prioritaria, le misure organizzative necessarie e di ricorrere ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori», il secondo comma prevede l’obbligo in capo al datore di lavoro, nel caso quanto anzidetto non sia possibile «di adottare le misure organizzative necessarie, di ricorre ai mezzi appropriati e di fornire ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale di detti carichi, tenendo conto dell’allegato XXXIII, elencando specificamente, in maniera tassativa e cumulativa, le relative condotte, tra le quali rientra espressamente anche la sorveglianza sanitaria, secondo il disposto di cui all’art. 41 d.lgs. 81/2008».

Trattasi, quindi, di condotta obbligatoria del datore di lavoro, residuando uno spazio di discrezionalità unicamente in capo al medico competente e all’organo di vigilanza e limitatamente alla frequenza della visita periodica da effettuarsi.

Cass. Pen., Sez. III, 22 Dicembre 2023 – Ud. del 15.11.2023 – n. 51293 Pres. A. Giudicepietro Rel. M. Cataldi.