Archivi categoria: Sicurezza sul lavoro

News Sicurezza – L’utilizzo di un automezzo omologato alla Direttiva macchine, seppur in concreto rivelatosi strutturalmente difettoso, esclude la configurabilità dell’aggravante dell’aver commesso il fatto “in violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro”

Il caso di specie prende le mosse da un evento mortale realizzatosi a carico di un soggetto investito da un autocompattatore adibito alla raccolta dei rifiuti. In particolare, il guidatore, a causa delle dimensioni del mezzo e della ristrettezza del tratto di strada utilizzabile, intraprendeva una manovra di retromarcia; nell’occasione, però, pur avendo regolarmente azionato i dispositivi rumorosi e luminosi impiantati sul mezzo, il lavoratore colpiva la persona offesa la quale si trovava in una “zona d’ombra” non visibile né per il tramite degli specchetti retrovisori né della telecamera posteriore del veicolo.

Entrambi i giudici di merito avevano dichiarato la penale responsabilità degli imputati ritenendo, per quel che qui interessa, l’evento causalmente connesso alla mancata dotazione del mezzo con dispositivi in grado di garantire una visuale completa in caso di manovra in retromarcia nonché per non aver previsto l’ausilio di un secondo operatore al fine di garantirne l’esecuzione in sicurezza.

Invero, a parere della Suprema Corte di Cassazione, la circostanza che l’autocompattatore fosse stato regolarmente omologato dal Ministero per i trasporti alla Direttiva Macchine, per di più per la guida monoperatore, esonerava l’utilizzatore dal disporre nuove ed ulteriori verifiche, dal momento che quest’ultimo poteva fare legittimo affidamento sulla valutazione di sicurezza del veicolo e del suo uso espressa dall’ente preposto. Ne conseguiva la impossibilità di formulare qualsivoglia addebito a carico degli imputati, non essendovi alcuna conoscenza oggettiva della manchevolezza tecnica dell’automezzo e, pertanto, non potendosi in alcun modo prevedere la pericolosità della manovra di retromarcia.

In conclusione, benché l’incidente si fosse verificato in occasione dello svolgimento di attività lavorativa, esso non era in alcun modo stato commesso con violazione della normativa in materia di salute e sicurezza suoi luoghi di lavoro in quanto il rischio realizzatosi si poneva fuori dall’area di gestione del datore di lavoro (che si era limitato a mettere a disposizione un automezzo regolarmente omologato e a cui non era interdetta la guida in retromarcia), inerendo piuttosto alla circolazione stradale (trattandosi di evento dipeso dalla presenza di più persone nel tratto stradale e cagionato dalla difettosità strutturale di un mezzo regolarmente omologato).

Cass. Pen., Sez. IV, 23 Agosto 2022 – Ud. del 26 Maggio 2022 – n. 31478 Pres. E. Serrau Rel. M. Nardin

News Sicurezza – Salvo casi eccezionali, l’omessa redazione o aggiornamento del DVR non può porsi come antecedente causale del fatto tipico di morte/lesioni colpose

Nella pronuncia in commento, la Suprema Corte di Cassazione ha chiarito come l’omessa redazione e/o aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi costituisca, fuor di dubbio, violazione della normativa antinfortunistica, punita a norma dell’art. 55 D.lgs. 81/2008; ciononostante, salvo casi del tutto peculiari, tale circostanza non assume rilievo causale rispetto al fatto tipico di lesioni personali colpose e/o omicidio colposo, aggravati dalla violazioni del Testo Unico Sicurezza, in quanto, sul piano giuridico, tali eventi sono sempre teleologicamente connessi alla mancata adozione di una misura di prevenzione che, allorquando adottata, avrebbe impedito l’esito infausto.

In questa prospettiva, la mancata elaborazione e/o aggiornamento del D.V.R. può costituire solo una premessa fattuale rispetto alla successiva accertata sussistenza di un’omissione circa l’adozione della misura antinfortunistica che secondo la migliore esperienza, tecnica e scienza di un dato momento sarebbe stata doverosa ed idonea ad impedire l’evento lesivo. Questa. inoltre, deve essere espressamente individuata dal giudice in sentenza.

Cass. Pen., Sez. IV, 15 Luglio 2022 – Ud. del 13.04.2022 – n. 27583 Pres. e Rel. D. Salvatore.

News Sicurezza – A date condizioni, il conferimento da parte del datore di lavoro di una specifica consulenza in materia di sicurezza potrebbe essere idoneo ad escluderne la colpa

In accoglimento del relativo motivo di censura, la Quarta Sezione della Suprema Corte di Cassazione è giunta a ribadire come il conferimento di una specifica attività di consulenza in materia di sicurezza sul lavoro – sebbene non sia idonea ad integrare una valida delega di funzioni con conseguente trasferimento della posizione di garanzia datoriale – costituisca profilo, a determinate condizioni, in grado di incidere sull’elemento soggettivo colposo rimproverabile all’agente ed, in specie, sull’esigibilità del comportamento alternativo lecito da parte dell’imputato.

Ricorda, infatti, la Corte come la colpa si componga di due versanti: l’uno oggettivo, connesso all’effettiva violazione di una regola cautelare; e l’altro soggettivo, connesso alla concreta possibilità dell’agente di conformarsi a suddetta regola.

Sotto tale ultimo aspetto, a parere del giudice di legittimità, la Corte d’Appello aveva dichiarato la responsabilità del datore di lavoro sulla scorta del mero nesso causale tra l’evento lesivo e la ritenuta omessa messa a disposizione di idonei dispositivi di protezione individuale; invero, sarebbe stato opportuno – al fine di scongiurare un’imputazione per responsabilità oggettiva del garante – valutare l’incidenza di detta attività di consulenza sulla capacità del datore di lavoro di conoscere i D.P.I. più opportuni da adottarsi nel caso concreto. In particoalre, il giudice di merito avrebbe dovuto verificare l’effettiva esperienza e specializzazione della ditta incaricata dell’attività di consulenza, l’ampiezza e specificità dell’attività a questi richiesta nonché la complessità della scelta degli specifici d.p.i. al fine di poter dedurre la concreta conoscenza o conoscibilità di questi da parte dell’agente e, conseguentemente, l’esigibilità del rispetto della regola cautelare imposta dall’art. 18 D.lgs. 81/2008.

Cass. Pen., Sez. IV, 10 Giugno 2022 – Ud. del 13.04.2022 – n. 22628 Pres. S. Dovere Rel. F. Antezza.

News Sicurezza – Il direttore dei lavori può essere chiamato a rispondere degli infortuni realizzatisi sul luogo di lavoro ogniqualvolta lo stesso, per contratto o di fatto, si ingerisca nell’organizzazione del cantiere

Pur premettendo come – in linea generale ed astratta – il direttore dei lavori non assuma una funzione di garanzia a norma del Testo Unico Salute e Sicurezza suoi luoghi di lavoro, essendo egli deputato esclusivamente alla sorveglianza tecnica sulla buona esecuzione dell’opera, nella pronuncia in commento, la Suprema Corte di Cassazione ha chiarito come tale soggetto può essere chiamato a rispondere dell’infortunio occorso al lavoratore ogniqualvolta sia provato che lo stesso, per contratto o di fatto, si sia ingerito nell’organizzazione del cantiere così travalicando le proprie funzioni e sostituendosi ad una delle figure di garanzia destinatarie della normativa antinfortunistica.

Ai fini della prova di suddetta ingerenza, però, non vale fare richiamo, di per sé, né alla costante presenza in cantiere del direttore dei lavori nè al suo accertato costante dialogo con il datore di lavoro. Infatti, lo svolgimento delle funzioni tipiche del direttore dei lavori ammette che la presenza dello stesso in cantiere possa essere assidua o occasionale, anche variando nel corso dell’esecuzione dell’opera, a seconda della complessità dei lavori da svolgersi, essendo, inoltre, i suoi principali interlocutori il committente o il resposabile dell’impresa.

Di converso, può dirsi idoneo a provare un’assunzione da parte del direttore dei lavori di funzioni tipiche dei soggetti titolari di una posizione di garanzia a norma della disciplina antinfortunistica la circostanza dell’esistenza di un rapporto diretto con le maestranze nonché l’adozione da parte di questi di comportamenti volti ad evitare pericoli per la sicurezza dei lavoratori, quali l’adozione di apposite misure di prevenzione. Sul punto, ai fini della dichiarazione di responsabilità penale, è necessario che sussistano inequivocabili elementi probatori non potendo la circostanza fondarsi su mere supposizioni (come avvenuto, invece, nel caso di specie ove il giudice di merito aveva dichiarato la responsabilità del direttore dei lavori – il quale, il giorno prima dell’infortunio, aveva sospeso l’attività di rifacimento di un muretto in quanto in corso di esecuzione con modalità non conformi alle prescrizioni di cui al progetto, particolarmente stringenti inerendo ad un immobile sottoposto a vincoli paesaggistico e urbanistico – sulla scorta della avvenuta ripresa dei lavori asseritamente concessa, pur in assenza di idonea prova sul punto, dal direttore dei lavori conscio dell’assenza di adeguate misure di sicurezza).

Cass. Pen., Sez. IV, 20 Aprile 2022 – Ud. del 28 Gennaio 2022 – n. 15157 Pres. F.M. Ciampi Rel. M. Nardin.

News Sicurezza – Dal 28 Marzo 2022 la comunicazione di cui all’art. 14 D.lgs. 81/2008 potrà essere effettuata telematicamente; l’obbigo scatta dal 01 Maggio 2022

In premessa, si rammenti come, con nota n. 29 del 11.01.2022, l’Ispettorato del Lavoro avesse chiarito che, sino alla data di completa implementazione di idoneo applicativo informatico, la comunicazione obbligatoria e preventiva di avvio di attività da parte di lavoratori autonomi occasionali (di cui all’art. 14 D.lgs. 81/2008, così come modificato dall’art. 13 D.L. 146/2021, convertito con modificazioni dalla L. 215/2021) sarebbe dovuta essere effettuata tramite comunicazione di posta elettronica ordinaria all’indirizzo mail della diramazione territoriale dell’Ispettorato del Lavoro del luogo ove si svolge la prestazione lavorativa.

Con nuova nota – identificata al n. 573 del 28 Marzo 2022 – l’INL ha comunicato la piena operatività dell’applicazione informatica summenzionata, accessibile tramite SPID o CIE.

Sino al 30 Aprile 2022, pertanto, i datori di lavoro potranno decidere di effettuare la comunicazione alternativamente a mezzo telematico ovvero posta elettronica ordinaria. Con decorrenza dal 01 Maggio 2022, invece, l’unico canale valido sarà quello telematico con conseguente invalidilità – e sanzionabilità – di tutte le comunicazioni effettuate con metodologie diverse.

Ispettorato Nazionale del Lavoro, nota n. 573 del 28 Marzo 2022 recante «comunicazione lavoratori autonomi occasionali – termine periodo transitorio.».

News Sicurezza – L’INL ha fornito ulteriori indicazioni in ordine all’obbligo di comunicazione preventiva di avvio di attività da parte di lavoratori autonomi occasionali

Facendo seguito a nota n. 29 del 11 Gennaio 2022 recante «art. 13, D.L. n. 146/2021 conv. da L. n. 215/2021 – obbligo di comunicazione dei lavoratori autonomi occasionali», l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha emesso due nuove note, identificate ai nn. 109 del 27.01.2022 e 393 del 01.03.2022, a mezzo delle quali ha fornito ulteriori chiarimenti, riportati sotto forma di FAQ, in ordine all’obbligo anzidetto.

Ispettorato Nazionale del Lavoro, nota n. 109 del 27 Gennaio 2022 recante «art. 13, D.L. n. 146/2021 conv. da L. n. 215/2021 – obbligo di comunicazione dei lavoratori autonomi occasionali – ulteriori chiarimenti.».

Ispettorato Nazionale del Lavoro, nota n. 393 del 01 Marzo 2022 recante «art. 13, D.L. n. 146/2021 conv. da L. n. 215/2021 – obbligo di comunicazione dei lavoratori autonomi occasionali – integrazione FAQ del 27 gennaio 2022.».

News Sicurezza – Il direttore dei lavori rappresentante di un’associazione temporanea di imprese svolge una funzione di alta vigilanza

Nella pronuncia in commento, la Suprema Corte di Cassazione ha, in prima battuta, escluso che all’associazione temporanea di imprese e/o professionisti possa applicarsi la disciplina propria delle obbligazioni sociali, trattandosi di un contratto associativo con cui più professionisti associano mezzi tecnici e specifiche competenze per l’esecuzione di un medesimo contratto.

In questo schema la posizione di garanzia rivestita dal legale rappresentante dell’associazione temporanea è autonoma e distinta da quella del legale rappresentante delle singole imprese o del singolo professionista incaricato: ognuno dei soggetti coinvolti nell’associazione, infatti, può essere chiamato a rispondere solo dell’esecuzione dell’opera di propria spettanza e, pertanto, degli eventi che si pongano come concretizzazione del rischio che proprio da tale lavorazione propana e che, quali titolari di una posizione di garanzia, avevano l’obbligo di prevenire. Il legale rappresentante dell’associazione, di converso, svolge un ruolo di alta vigilanza, non potendo allo stesso rischiedersi un controllo costante e continuo sull’attività lavorativa demandata ai singoli.

Data questa premessa, la Quarta Sezione della Suprema Corte di Cassazione ha, nel caso di specie, confermato la condanna del direttore dei lavori rappresentante l’associazione temporanea di imprese ritenendo in capo allo stesso correttamente configurabile una posizione di garanzia derivante, però, dal suo ruolo di professionista associato specificamente deputato alla progettazione del sistema di copertura dell’edificio e, pertanto, garante dei rischi derivanti dall’ideazione di suddetto sistema e del suo ancoraggio.

Cass. Pen., Sez. IV, 24 Marzo 2022 – Ud. del 15.03.2022 – n. 10351 Pres. F.M. Ciampi Rel. E. Serrao.

News Sicurezza – L’art. 14 del D.lgs. 81/2008 è stato completamente riscritto ad opera del D.L. 146 del 21 Ottobre 2021, convertito con modificazioni ad opera della L. 215 del 17 Dicembre 2021

Si allega, di seguito, tabella illustrativa di tutte le modifiche apportate al testo normativo di cui all’art. 14 D.Lgs. 81/2008 in materia di sospensione dell’attività lavorativa in caso di accertamento di lavoratori irregolari ovvero di violazione di talune previsioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Tabella

News Sicurezza – L’INL, in condivisione con l’Ufficio Legislativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha fornito indicazioni in ordine all’obbligo di comunicazione preventiva di avvio di attività da parte di lavoratori autonomi occasionali

Occorre, in premessa, ricordare come, con modifica introdotta dal D.l. 146/2021, convertito con modificazione con L. 215/2021, si è, ora, previsto un obbligo da parte del committente di preventiva comunicazione all’Ispettorato Nazionale del Lavoro dell’avvio di attività da parte di lavoratori autonomi occasionali, pena l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da € 500,00 ad € 2.500,00 per ogni lavoratore.

Con nota n. 29 del 11 Gennaio 2022, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha chiarito che:

l’obbligo di preventiva comunicazione è posto in capo ai committenti imprenditori in relazione allo svolgimento di attività da parte di quei lavoratori che risultino inquadrabili nella categoria di cui all’art. 2222 c.c. (ovvero coloro che si impegnino «a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente») e che siano assoggettati al regime di tassazione di cui all’art. 67 comma 1° lett. l) D.P.R. 917/1996 («redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere»);

– l’obbligo di comunicazione riguarda tutti i rapporti di lavoro avviati in data successiva all’entrata in vigore della disposizione di cui all’art. 14 comma 1° D.lgs. 81/2008 (21.12.2021) e quelli che, avviati precedentemente, risultino ancora in essere alla data di emanazione della presente nota:

– per le prestazioni avviate in data successiva alla pubblicazione della presente nota la comunicazione andrà effettuata in data antecedente all’inizio della prestazione (eventualmente risultante da lettera di incarico), per i rapporti di lavoro già in essere alla data del 11.01.2022 e, se del caso, anche già cessati, la comunicazione andrà effettuata entro e non oltre i sette giorni successivi e, pertanto, entro il 18.01.2022;

– la comunicazione andrà indirizzata all’Ispettorato del Lavoro del luogo ove si svolge la prestazione mediante inoltro (sino a quando gli applicativi informatici non saranno adeguatamente aggiornati ed implementati) di posta elettronica ordinaria all’indirizzo messo a disposizione da ogni diramazione territoriale. Trattandosi di posta ordinaria e non certificata, gli organi ispettivi potranno verificare la presenza di una copia della comunicazione presso il committente;

– la comunicazione dovrà obbligatoriamente contenere i dati identificativi del committente e del lavoratore, il luogo della prestazione, una sintetica descrizione dell’attività, il compenso se pattuito al momento dell’incarico e la data di avvio dell’attività ovvero l’arco temporale di presumibile inizio. Nel caso in cui la prestazione non abbia avvio nel corso del periodo indicato, dovrà essere inoltrata nuova comunicazione;

– la comunicazione potrà essere annullata e i dati modificati solo in data antecedente all’inizio dell’attività del prestatore;

– eventuali errori che non compromettano la possibilità di individuare univocamente le parti del rapporto, il luogo di svolgimento dell’attività e l’inizio della prestazione non potranno importare l’irrogazione della sanzione prevista per il caso di omessa comunicazione.

Ispettorato Nazionale del Lavoro, nota n. 29 del 11 Gennaio 2022 recante «art. 13, D.L. n. 146/2021 conv. da L. n. 215/2021 – obbligo di comunicazione dei lavoratori autonomi occasionali».

News Sicurezza – L’INL, in condivisione con l’Ufficio legislativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, detta indicazioni sull’obbligo di sospensione di cui all’art. 14 D.Lgs. 81/2008

Con Circolare n. 3 del 9 Novembre 2021, l’Ispettorato del Lavoro, ora unico organismo abilitato a disporre la sospensione dell’attività lavorativa in caso di presenza di oltre il 10% di lavoratori irregolari ovvero in caso di accertamento di specifiche violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ha fornito, sul tema, importanti chiarimenti. In particolare, tra gli altri, merita far menzione delle seguenti indicazioni:

– l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività lavorativa è ora obbligatorio al sussistere di una delle condizioni previste dalla legge, non residuando alcun spazio di discrezionalità amministrativa sul punto. Vi é, però, la facoltà di far decorrere l’efficacia del provvedimento da un momento successivo a quello dell’accertamento;

– ai fini del calcolo del 10% di lavoratori irregolari, deve aversi riguardo unicamente a quelle categorie di lavoratori per cui è previsto un obbligo di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro (sono da escludersi, pertanto, a titolo esemplificativo, i coadiuvanti familiari) ma la richiamata percentuale dovrà essere calcolata sulla base del numero di lavoratori – secondo la più estesa nozione di cui al Testo Unico Sicurezza – presenti in azienda al momento dell’accertamento;

– i presupposti devono essere sussistenti al momento dell’accesso ispettivo, rimanendo irrilevante l’eventuale regolarizzazione nel corso dell’accertamento o nei sette giorni concessi dal comma terzo in caso di segnalazione delle irregolarità da parte di altre amministrazioni;

– la sospensione avrà riguardo unicamente all’unità produttiva in cui si é riscontrata la violazione ( e, in materia di edilizia, all’attività svolta nello specifico cantiere) ovvero potrà riguardare la prestazione svolta dai singoli lavoratori per cui vi é stata omessa formazione ed informazione o a cui non sono stati forniti i necessari DPI. Questi non potranno, pertanto, essere adibiti ad alcuna attivita’ da parte del datore di lavoro ma manterranno il loro diritto alla retribuzione e al versamento contributivo;

– pur in caso di plurime violazioni, il provvedimento di sospensione sarà unico sebbene la sua revoca dovrà conseguire all’avvenuta regolarizzazione di tutte le situazioni tipizzate di rischio per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Ispettorato Nazionale del Lavoro, Circolare n. 3 del 9 Novembre 2021 recante “D.L. n. 146/2021 – nuovo provvedimento di sospensione ex art. 14 D.Lgs. n. 81/2008 – prime indicazioni