News Ambiente: Sulla nozione di “luogo di produzione dei rifiuti” ai fini del deposito temporaneo: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica risponde ad un interpello del Comune di Brovello-Carpugnino

Con proprio interpello identificato al Protocollo Mase in entrata n. 50589 del 03 Aprile 2023, il Comune di Brovello-Carpugnino ha richiesto al Ministero di chiarire la definizione di “luogo di produzione dei rifiuti” a norma dell’art. 185bis D.lgs. 152/2006 e, in particolare, con precipuo riguardo ad ipotesi di deposito temporaneo dei prodotti vegetali derivanti dall’attività di manutenzione di verde pubblico, a) se esso debba intendersi corrispondente all’intero territorio comunale ovvero esclusivamente alla via o parco da cui derivino tali rifiuti; b) se sia possibile per il Comune identificare un’area lontana dalle abitazioni da adibire a deposito dei rifiuti a norma dell’art. 185bis D.lgs. 152/2006 per poi rivolgersi, all’occorrenza, alla ditta affidataria del servizio di raccolta per lo smaltimento degli stessi.

Con propria nota numero Procotollo Mase in uscita 18331 del 01 Febbraio 2024, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione Generale Economia Circolare, dapprima richiamando il disposto letterale di cui all’art. 185bis TUA, ha chiarito come, in ossequio all’orientamento della giurisprudenza di legittimità maturato sul punto, la nozione di luogo di produzione dei rifiuti ai fini del deposito temporaneo degli stessi ricomprende non solo il luogo di loro materiale produzione ma anche quello, posto nella disponibilità del produttore, che sia funzionalmente collegato al primo e sia dotato dei necessari presidi di sicurezza.

Ne deriva, con riguardo al primo quesito posto dell’Ente comunale, come il luogo di produzione dei rifiuti vegetali derivanti dall’attività di manutenzione del verde pubblico non possa dirsi coincidente con tutto il territorio ma unicamente con la singola area in cui i rifiuti sono prodotti ovvero in area a questa funzionalmente collegata, dotata delle caratterisiche anzidette: «Fermo quanto sopra, risulta nella possibilità dell’Ente locale l’identificazione di un’area nella quale depositare lo scarto prodotto dalla manutenzione del verde pubblico, purché tale area risponda ai requisiti sopra descritti, ed in particolare, che la stessa sia nella sua disponibilità, che sia funzionalmente collegata al sito di produzione e che tale deposito avvenga, nel rispetto della normativa urbanistica vigente, in uno spazio dotato dei necessari presidi di sicurezza e in ossequio alle condizioni e ai limiti (anche temporali) prescritti dal citato articolo 185 bis».

Successivamente al deposito in zona corrispondente ai requisiti anzidetti, l’Ente potrà avvelersi del gestore del servizio di raccolta per ulteriori fasi di prelievo dal deposito temporaneo, trasporto e avvio al recupero oppure incaricare direttamente un soggetto terzo ai fini del recupero o smaltimento del materiale vegetale di scarto, perché questo sia individuato nel rispetto della vigente normativa in materia ambientale e di appalti pubblici.

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione Generale Economia Circolare – Parere n. 18331 del 01 Febbraio 2024 avente ad oggetto “Interpello ambientale ai sensi dell’articolo 3-septies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – Chiarimenti in materia di deposito temporaneo di sfalci e potature”.