News Ambiente – Chiarimenti sulla proroga del termine per l’aggiornamento delle comunicazioni e autorizzazioni ai sensi del D.M 152/2022: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica risponde ad un interpello dell’Associazione Amici della Terra Onlus

In premessa, occorre ricordare come il D.M. 152/2022 “recante il Regolamento che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione e di altri rifiuti inerti di origine minerale, ai sensi dell’articolo 184-ter, comma 2, del D.Lgs. n. 152/2006” sia stato, da ultimo, interpolato ad opera dell’art. 11 comma 8-undecies D.lgs. 198/2022, a sua modificato con Legge di conversione n. 14/2023.

In particolare, per quanto di interesse, suddetto intervento normativo ha inciso sulle disposizioni di cui agli artt. 7 e 8 del Decreto Ministeriale le quali, originariamente, prevedevano un termine di 180 giorni dall’entrata in vigore del citato decreto tanto per un’eventuale revisione dei criteri da parte del Ministero della transizione Ecologica quanto per l’obbligo, posto in capo ai produttori, di provvedere ad inoltrare all’Autorità competente una richiesta di aggiornamento delle proprie comunicazioni e/o autorizzazioni già vigenti.

La modifica normativa richiamata, invece, ha così testualmente disposto: «Il termine di cui all’articolo 7, comma 1, del regolamento che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione e di altri rifiuti inerti di origine minerale, di cui al decreto del Ministro della transizione ecologica 27 settembre 2022, n. 152, è prorogato di sei mesi. Conseguentemente, il termine di cui all’articolo 8, comma 1, del medesimo regolamento di cui al decreto del Ministro della transizione ecologica 27 settembre 2022, n. 152, è prorogato di ulteriori sei mesi a decorrere dalla conclusione della fase di monitoraggio di cui all’articolo 7, comma 1, del medesimo regolamento, secondo la scadenza stabilita ai sensi del presente comma.

Da qui, il dubbio interpretativo avanzato dall’interpellante a parere del quale l’attuale termine per i produttori per adeguarsi alla nuova disciplina deve intendersi fissato alla data del 04 Maggio 2024, ovvero nei sei mesi successivi al termine, anch’esso prorogato, concessi al Ministero per concludere il monitoraggio e, se del caso, procedere all’eventuale revisione dei criteri fissati nel regolamento.

Avvallerebbe tale esegesi non solo il tenore letterale della disposizione ma anche un argomento di tipo sistematico che vede «ragionevole e corretto che l’adempimento posto a carico delle imprese dall’art. 8, possa avvenire solo a fronte del completamento della revisione auspicata con il conseguente consolidamento del quadro prescrittivo a carico delle imprese, a valersi anche come chiaro e definitivo punto di riferimento per le autorità di preposte al controllo».

In forza di tali argomentazioni, l’Associazione Amici della Terra Onlus ha domandato al Ministero di confermare che, alla data odierna, il termine di cui all’art. 8 D.M. 152/2022 debba considerarsi fissato alla data del 04.05.2024 e di chiarire se, entro tale termine, i produttori siano tenuti ad adeguarsi ai nuovi criteri ovvero unicamente ad inviare la prescritta istanza di aggiornamento (cosicché l’adeguamento dovrebbe aversi entro i 90 giorni successivi alla comunicazione ex art. 216 D.lgs. 152/2006 ovvero all’esito della procedura di aggiornamento dell’autorizzazione).

Con propria nota, assunta al Protocollo Mase in uscita n. 191718 del 23 Novembre 2023, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione Generale Economia Circolare ha chiarito che, in forza della modifica normativa intervenuta in forza del cd. Decreto Milleproroghe, attualmente, il termine fissato per il completamento del monitoraggio e per la valutazione da parte del Ministero circa l’opportunità di una revisione dei criteri per la cessazione della qualifica dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione nonché altri inerti di origine minerale – originariamente fissato alla data del 03.05.2023, è da intendersi prorogato al 03.11.2023; mentre, il termine entro il quale i produttori dovranno procedere all’aggiornamento delle comunicazioni o autorizzazione già in essere – anch’esso originariamente fissato alla data del 03.05.2023 – è, ad oggi, prorogato di sei mesi rispetto al termine di cui all’art. 7 e, pertanto, sino al 04.05.2024.

Il Ministero ha, in ultimo, chiarito come lo stesso sia impegnato nella predisposizione di un nuovo testo regolamentare che andrà a sostituire integralmente il DM 152/2022 e che detterà nuove tempistiche di adeguamento delle autorizzazioni da parte dei produttori; nel dettaglio, si prevederà un termine di 24 mesi dalla data di entrata in vigore di questo nuovo regolamento per valutare l’opportunità di una revisione dei criteri dettati e un termine di 6 mesi dalla data di entrata in vigore per l’obbligo di adeguamento dei produttori.

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione Generale Economia Circolare – Parere n. 191718 del 23 Novembre 2023 avente ad oggetto “Interpello ai sensi dell’art. 3-septies del D.Lgs. n. 152/2006: Decreto MITE n. 152/2022 “Regolamento che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione e di altri rifiuti inerti di origine minerale, ai sensi dell’art. 184-ter, comma 2, del D.Lgs. n. 152/2006” – Nuova decorrenza termini adeguamento gestioni esistenti.”