News Ambiente – Ai fini della determinazione della competenza per territorio rispetto al reato di traffico illecito di rifiuti è necessario aver riguardo al momento di consumazone del reato, avvenuta nel tempo e nel luogo in cui si sono verificati tutti gli elementi tipici del fatto illecito

Nella pronuncia in commento, la Terza Sezione della Suprema Corte di Cassazione ha, in prima battuta, ribadito come, in assenza di referenti normativi specifici in materia di determinazione della competenza per territorio nei reati abituali, questa debba essere individuata nel luogo ove il reato è stato consumato ovvero dove le «varie frazioni della condotta, per la loro reiterazione, hanno determinato il comportamento punibile».

In questa prospettiva, ai fini della consumazione del delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti di cui all’art. 452quaterdecies c.p. è necessario individuare il momento e il luogo in cui si sono verificati tutti gli elementi tipici del reato, potendo ben avvenire, a titolo esemplificativo, che venga posta in essere una delle condotte tipiche della fattispecie ma in assenza dell’ulteriore elemento costitutivo dell’allestimento di mezzi e attività ovvero, pur in presenza di questo e della pluralità di operazioni, che difetti il dato dell’ingente quantitativo di rifiuti.

Pur a fronte della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, nel caso sottoposto al vaglio di legittimità – ove la raccolta, lo stoccaggio e il conferimento dei rifiuti erano avvenuti in tre luoghi diversi –  pertanto, il Giudice ha ritenuto errato tanto il rilievo della difesa – atto a individuare l’autorità competente nel luogo di concretizzazione dell’ingiusto profitto – non essendo tale elemento determinante ai fini della consumazione del delitto; quanto quello del tribunale il quale aveva dato rilievo alla sola attività di stoccaggio, trascurando la pregressa attività di raccolta, costituente anch’essa fase di gestione dei rifiuti. Più nello specifico: «E’ errato confondere il luogo di stoccaggio con quello nel quale si sarebbe verificato il requisito nella quantità ingente di rifiuti, perché, in realtà, tale luogo rende solo fisicamente percepibile un dato che è comunque logicamente preesistente: se è lo stesso operatore a raccogliere e a stoccare i medesimi rifiuti non si vede perché la condotta del raccogliere (che precede quella dello stoccare) debba essere eliminata a favore di quella dell’ammasso; se l’ammasso costituisce l’unità di misura della quantità ingente dei rifiuti gestiti appare evidente che il reato si è già consumato attraverso le singole operazioni di raccolta»

Cass. Pen., Sez. III, 19 Marzo 2024 – 14 Dicembre 2023 – n. 11400 Pres. L. Ramacci Rel. A. Aceto.