News Ambiente – La violazione delle prescrizioni A.I.A. inerenti alle attività di «estrazione, captazione, recupero energetico o termodistruzione del biogas prodotto dai rifiuti conferiti in discarica» integra l’illecito di cui all’art. 29quattuordecies comma 3° TUA

In primo grado, il Giudice di merito aveva condannato l’imputato per il reato di cui all’art. 29quattuordecies comma 3° D.lgs. 152/2006, ritenendo lo stesso responsabile di aver violato, in qualità di amministratore di un consorzio gestore di una discarica di rifiuti solidi urbani, le prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale in possesso e, in specie, quelle inerenti all’«obbligo di mantenimento in efficienza del sistema di captazione ed estrazione del biogas generato dal naturale smaltimento in discarica dei rifiuti» nonché «all’obbligo del suo recupero energetico ovvero alla termodistruzione in idonea camera di combustione».

Con apposito ricorso per Cassazione, la difesa dell’imputato lamentava l’erronea qualificazione del fatto nella fattispecie di rilevanza penale di cui all’art. 29quattuordecies comma 3° D.lgs. 152/2006, in luogo di quella di natura amministrativa di cui al comma 2° del medesimo articolo – non afferendo le precrizioni violate alla gestione dei rifiuti.

In particolare, si chiariva che il titolo abilitativo non riguardasse la gestione del biogas come rifiuto quanto piuttosto come mera emissione in atmosfera; inoltre, come chiarito da un precedente di legittimità, erroneamente ritenuto non pertinente dal Giudice di primo grado, «il biogas – al pari degli altri effluenti gassosi generati nel corso di attività produttiva» può «considerarsi rifiuto soltanto se immesso in contenitori ovvero altrimenti destinato ad essere stoccato e smaltito con un impianto indipendente rispetto a quello di generazione». Diversamente, nel caso di specie, era «previsto che il biogas spontaneamente prodotto dalla digestione anaerobica dei rifiuti fosse incanalato in un sistema per creare energia».

La Suprema Corte di Cassazione, nella pronuncia in commento, ha ritenuto infondato il ricorso. Richiamando le disposizioni di cui agli artt. 9 comma 1° lett. a), 10 lett. g), 13 e di cui all’Allegato I D.lgs 36/2003 nonché art. 186 lett. n) D.lgs. 152/2006, la Terza Sezione ha, dapprima, chiarito come la nozione di gestione dei rifiuti ricomprenda anche «lo smaltimento dei rifiuti, compresi la supervisione di tali operazioni e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento»; ha, successivamente, statuito come, in forza delle previsioni richiamate «è evidente come le operazioni di estrazione, captazione, recupero energetico o termodistruzione del biogas prodotto dai rifiuti conferiti in discarica – comprese le relative operazioni di controllo e di manutenzione degli impianti a tal fine predisposti – siano rilevanti, qualificanti e funzionali rispetto alla corretta gestione ed allo smaltimento dei rifiuti medesimi, senza che al proposito rilevi la possibilità di qualificare o meno il biogas come rifiuto. La violazione delle prescrizioni al proposito impartite nell’A.I.A., in conformità a quelle specifiche disposizioni di legge che ne attestano la significatività rispetto alla gestione dei rifiuti, integra dunque la fattispecie penale contestata all’imputato e non ricade tra quelle riconducibili al residuale illecito amministrativo previsto dall’art. 29 quattuordecies, comma 2, cl.lgs. 152 del 2006».

Cass. Pen., Sez. III, 12 Marzo 2024 – Ud. del 15.02.2024 – n. 10236 Pres. L. Ramacci Rel. G. F. Reynaud.