News Ambiente – Ammissibilità di attività di messa in riserva R13 a seguito di lavorazione R12: il Ministero dell’Ambiente risponde ad un interpello della Provincia di Viterbo

Con atto di interpello identificato al Prot. MASE in entrata n. 100727 del 20 Giugno 2023, la Provincia di Viterbo ha richiesto al Ministero di chiarire se sia possibile autorizzare un riavvio a messa in riserva (R13) di un rifiuto proveniente da attività di recupero (R12) con cambio codice EER, da inviarsi poi, a seconda delle esigenze di mercato e sempre nell’ambito delle quantità autorizzate di stoccaggio istantaneo della messa in riserva, a lavorazioni R3/R5 per la produzione, a seconda della tipologia di rifiuto, di materia prima seconda.

Con proprio parere Prot. Mase in uscita n. 43443 del 06 Marzo 2024, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione Generale Economia Circolare ha, in prima battuta, ricordato come, da un lato, l’elencazione delle operazioni identificate ai codici da R1 a R13 di cui all’All. C alla Parte IV del D.lgs. 152/2006 non sia da ritersi esaustiva e, dall’altro, come la definizione della lavorazione R12 sia così espressa: «Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11»; ciononostante, prosegue il Ministero, in nota viene chiarito come tale definizione «In mancanza di un altro codice R appropriato, può comprendere le operazioni preliminari precedenti al recupero, incluso il pretrattamento come, tra l’altro, la cernita, la frammentazione, la compattazione, la pellettizzazione,l’essiccazione, la triturazione, il condizionamento, il ricondizionamento, la separazione, il raggruppamento prima di una delle operazioni indicate da R1 a R11».

Ne deriva, con riguardo al quesito posto che: «fermo restando che l’elenco delle operazioni riconducibili alle “operazioni preliminari precedenti al recupero”, di cui alla citata nota (7) alla operazione R12 dell’allegato C, non è tassativo, la possibilità di attribuire il codice R12 ad una operazione di recupero è preliminarmente subordinata alla “mancanza di un altro codice R appropriato”, rappresentando lo stesso un codice residuale e dipende inoltre dalla successiva destinazione dei rifiuti, oggetto di trattamento, a una delle operazioni contraddistinte dai codici da R1 a R11, escludendo di fatto la messa in riserva di rifiuti in R13».

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione Generale Economia Circolare – Parere n. 43443 del 06 Marzo 2024 avente ad oggetto “Interpello ai sensi dell’articolo 3-septies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – Chiarimenti in merito alle attività di messa in riserva R13 a seguito di lavorazione in R12 allegato C parte IV, D. Lgs. 152/06.”.