News Ambiente – Gestione e trattamento del percolato in discarica: il Ministero dell’Ambiente ha richiesto chiarimenti alla Commissione Europea

Occorre, in prima istanza, premettere come, con riguardo alla corretta gestione del “percolato” – da intendersi come «qualsiasi liquido che si origina prevalentemente dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi e che sia emesso da una discarica o contenuto all’interno di essa» – il D.lgs. 36/2003 preveda che: a) «il percolato ed eventuali acque di ruscellamento diretto sul corpo dei rifiuti devono essere captati, raccolti e smaltiti per tutto il tempo di vita della discarica (gestione e post-gestione), secondo quanto stabilito nell’autorizzazione, e comunque per un tempo non inferiore a 30 anni dalla data di chiusura definitiva dell’impianto»; b) «il percolato prodotto dalla discarica e le acque raccolte devono essere preferibilmente trattati in loco in impianti tecnicamente idonei. Qualora particolari condizioni tecniche impediscano o non rendano ottimale tale soluzione, il percolato potrà essere conferito ad idonei impianti di trattamento, autorizzati ai sensi della vigente disciplina sui rifiuti o, in alternativa, dopo idoneo trattamento, recapitato in fognatura nel rispetto dei limiti allo scarico stabiliti dall’ente gestore. La soluzione individuata per la gestione del percolato e per le acque di ruscellamento sul corpo rifiuti deve essere contenuta nell’istanza ed indicata nell’atto autorizzativo dell’impianto».

Parimenti, la normativa europea stabilisce che «in relazione alle caratteristiche della discarica e alle condizioni meteorologiche vengano adottate misure adeguate per raccogliere le acque e il colaticcio contaminati e trattare gli stessi affinché raggiungano la qualità richiesta per poter essere scaricati».

Date queste premesse, all’indomani della modifica legislativa del D.lgs. 36/2003, intervenuta ad opera del D.lgs. 121/2003, diverse amministrazioni nonché autorità di molteplici settori produttivi hanno insistentemente rivolto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica richieste di chiarimenti in ordine alla possibilità di poter autorizzare gli impianti di discarica a far ricircolare sul corpo di rifiuti il percolato ovvero di sottoporre lo stesso ad un preliminare trattamento di filtrazione al fine di reimettere il concentrato di percolato così ottenuto nel corpo di discarica.

Il Ministero dell’Ambiente – con proprio provvedimento avente n. Prot. MASE in uscita 181752 del 10 Novembre 2023 – ha, pertanto, ritenuto di rivolgere alla Commissione Europea i seguenti quesiti: «se, in base alla disciplina europea: a- è possibile gestire il percolato prodotto dalle discariche mediante il ricircolo dello stesso sul corpo rifiuti, b- è possibile prevedere la reimmissione diretta nel corpo della discarica del concentrato ottenuto dal trattamento di filtrazione del percolato o se è necessaria, prima della reimmissione, la caratterizzazione di base nel rispetto dei criteri di ammissibilità previsti per la specifica categoria di discarica del rifiuto ottenuto dal trattamento di filtrazione».

Con atto Ref. Ares(2023)8588800 del 14 Dicembre 2023, la Commissione Europea, dapprima richiamando la propria normativa, è giunta, da un lato, a chiarire come «qualsiasi scenario di reintroduzione del colaticcio nel corpo della discarica deve considerare il colaticcio come tale e non come rifiuto» – non essendo possibile, ai sensi dell’art. 5 paragrafo 3, lettera a) della Direttiva 1999/31/CE, per gli Stati Membri ammettere in discarica rifiuti liquidi.

Dall’altro lato, l’Autorità sovranazionale ha ritenuto di non poter rispondere con precisione all’interrogativo del proponente, difettando indicazioni quanti-qualitative rispetto alle discariche interessate nonché sul tipo di trattamento a cui il percolato dovrà essere sottoposto.

Ciononostante, la Commissione ha raccomandato che: «per ogni discarica, dopo uno studio approfondito delle sue caratteristiche specifiche, le autorità italiane richiedano, tramite l’autorizzazione della discarica, che il percolato, se reintrodotto nel corpo della discarica, venga preventivamente trattato per filtrare, come minimo, metalli pesanti, Sali e azoto», confidando che queste garantiscano «che il volume e la composizione del percolato e il comportamento di assestamento del livello del corpo della discarica [..] siano debitamente controllati e monitorati [..] per quanto riguarda rispettivamente la fase operativa e quella successiva alla chiusura»

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Dipartimento sviluppo sostenibile – Atto n. 181752 del 10 Novembre 2023 avente ad oggetto “Gestione del percolato prodotto dalle discariche – Quesito”.

Commissione Europea – Direzione Generale Ambiente – Conformità Governance e Sostegno agli Stati Membri – Conformità Ambientale – Attuazione – Atto Ref. Ares(2023)8588800 del 14 Dicembre 2023.

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Ex Direzione Generale Economia Circolare – avente ad oggetto “Chiarimenti interpretativi sulla gestione e trattamento del percolato in discarica”.