News Ambiente – La Cassazione chiarisce il dies a quo del termine di prescrizione del danno per gli illeciti ambientali

Con autonomo ricorso per Cassazione, la Società – ritenuta responsabile dell’inquinamento del sito tanto a titolo commissivo (avendo costituito lo sversamento inquinante) quanto omissivo (avendo omesso di attivare i necessari interventi di bonifica e messa in sicurezza, dal proprietario incolpevole poi realizzati) – lamentava, fra le altre, la violazione dell’art. 2935 c.c., concernente il termine di decorrenza della prescrizione del danno.

In particolare, la Corte territoriale aveva ritenuto la prescrizione decorrente dal giorno in cui era stata completata dal terzo la bonifica del sito inquinato; contrariamente, sosteneva la ricorrente come, con riguardo agli illeciti ambientali omissivi, la giurisprudenza fosse salda nel ritenere che il termine di prescrizione decorrerebbe «da quando sia preclusa per i soggetti danneggianti, per il caso in cui avessero perso la disponibilità del bene, “la possibilità di liberamente determinarsi in ordine allo stesso ed al suo doveroso totale e satisfattivo ripristino»; pertanto, avendo riguardo al momento in cui la Società aveva cessato di avere la disponibilità del suolo, il termine di prescrizione per esigere il risarcimento del danno derivante dalla bonifica effettuata dal proprietario incolpevole sarebbe maturato ben prima della richiesta da questi, in detti termini, formalizzata.

Parimenti, proseguiva la Società, con riferimento all’asserito illecito commissivo imputato alla ricorrente: in tal caso, infatti, il termine di prescrizione del danno decorrerebbe dal «momento della concreta percezione o percepibilità dello stesso», ossia dalla data di emissione dell’ordinanza-ingiunzione inviata dal Comune al proprietario incolpevole del sito.

Convalidando la tesi della difesa, la Suprema Corte di Cassazione, nella pronuncia in commento, ha ricordato, con precipuo riguardo alla prescrizione del diritto al risarcimento del danno nei casi di illeciti commissivi istantanei ad effetti permanenti, quale quello di specie, come il Suo Massimo Consesso abbia, già da tempo, statuito come il termine di prescrizione decorra dalla prima manifestazione del danno, «purché obiettivamente percepibile dal danneggiato secondo l’ordinaria sua prudenza e diligenza». Conseguentemente, essendo stato richiesto dal proprietario incolpevole del sito il ristoro delle spese sostenute per l’attività di bonifica a questi imposta dal Comune, «la prima manifestazione dello stesso [del danno, n.d.r.] non può che identificarsi [..] nell’ingiunzione inviatale».

Cass. Pen., Sez. III, 03 Aprile 2024 – Ud. del 16.11.2023 – n. 8826 Pres. F. De Stefano S. G. Guizzi.